17 gennaio 2018

Recap #164 - regali di Natale

Weekly Recap nasce dalla voglia di non parlare solo delle mie new entry libresche, ma anche di altre piccole curiosità settimanali. Libri che ho adocchiato, un estratto che mi ha particolarmente colpito, un film che ho visto, e così via. Un po' come fanno alcuni blog con la rubrica Clock Rewinders on a Book Binge [X - X]. Ma tutto senza regole. Un po' alla cavolo insomma. Sostituisce In My Mailbox.

Buongiorno lettori! Sfogliando i post in bozza (ne ho una quintalata *_*) mi sono resa conto che è dal 6 Novembre che non faccio un recap con le new entry e voi magari avrete pensato che non ce ne sono state. Tzè! Ma vi sembra una cosa possibile?
Visto che l'eco del Natale è ancora vicino partirei dai regali ricevuti. E' stato un anno molto, molto fortunato, ma sicuramente perché nel 2017 sono stata molto, molto buona 8)

* * *

Che dire... ho il cliente migliore del mondo, quello che non mi regala panettoni e pandori ma gift card Feltrinelli! Il buono da 50 euro l'ho speso subito e scegliere è stato bellissimo ma anche difficilissimo.
Dopo lunghe elucubrazioni ecco cosa mi sono portata a casa.


Ogni Piccola Bugia di Alice Feeney. Dopo aver letto L'Uomo del Labirinto di Donato Carrisi  (qui la recensione) il mio bisogno di romanzi thriller è schizzato alle stelle. Questo sembrava essere molto psicologico e molto perverso, tra tutti è quello che desideravo maggiormente, infatti l'ho finito di leggere ieri sera. E adesso sto così *___________*

Una Casa Perfetta di Ben H. Winters mi ha sempre ispirato. Mi piacciono quelle storie in cui è la casa stessa protagonista del romanzo, un po' alla Rosmery's Baby (qui la recensione) anche se sicuramente non saremo a quei livelli. Era in super sconto e quindi l'ho infilato subito nel carrello.

Tutti i Nostri Oggi Sbagliati di Elan Mastai sembra fighissimo. Qui ho abbandonato il mood thriller per entrare in quello time travel. Non so molto della trama, ma alla storia del ragazzo che cerca di sfidare le leggi della fisica per rimettere a posto le cose in nome di un amore a cui non vuole rinunciare, non posso proprio resistere.

Quelli Che Meritano di Essere Uccisi di Peter Swanson ha un titolo stupendo. Pensavo di stamparlo e incorniciarlo. Tipo meme. Promemoria. Una cosa così. Sotto magari ci aggiungo anche una bella lista da aggiornare periodicamente... che dite?

L'Ospite Invisibile è un giallo a camera chiusa che anticipa Dieci Piccoli Indiani di Agatha Christe (qui la recensione) di quasi un decennio. La trama è più o meno la stessa e io non vedo l'ora di leggerlo, poi chissà, magari ci farò un post per "trame riciclate"!



→ Per dover di cronaca un piccolo appunto alla Feltrinelli però devo farlo. I libri erano praticamente buttati a caso dentro uno scatolone e il pluriball era appoggiato sopra a protezione del nulla. Un libro in particolare era sozzo come pochi. Mi sono dovuta armare di sgrassatore e procedere a un'accurata disinfestazione batteriologica. Le fascette le ho buttate perché si erano tutte rovinate (i libri durante il trasporto hanno probabilmente sbattuto uno contro l'altro). 
Voto alla Feltrinelli: 4/10. Ah sono state anche stati lentissimi.
Però sono felice.

Altro giro, altro regalo.
Ecco i due libri che mi ha preso l'amica più intelligente del mondo. Quella che sbircia la tua wish list su Amazon!


Desidero leggere Paolo Cognetti dai tempi di Sofia si Veste Sempre di Nero, ma alla fine ho pensato bene di iniziare con quello che è universalmente riconosciuto come il suo top: Le Otto Montagne, romanzo vincitore del Premio Strega 2017. Troppo felice di averlo in libreria <3

La corte che invece ho fatto a Player One di Ernest Cline la so solo io. Non avete idea di quante volte è finito del carrello del Libraccio (mi ero fissata con l'edizione faiga completa di maglietta super nerd!) e quante volte mi è arrivata la mail "prodotto non disponibile". Mi meraviglio che il Libraccio esista ancora con tutti gli improperi che ho tirato. Comunque ci ha pensato Amica. E ha trovato pure l'edizione Isbn che adoro, forse un po' delicata, ma piena di fascino. Peccato che la casa editrice abbia dovuto chiudere i battenti, pubblicava titoli davvero interessanti...


Il mio pargolo invece è stato tanto tanto bravo (praticamente l'ho costretto) e mi ha preso L'Uomo del Labirinto. L'avevo letto in ebook (perdendo 30 diottrie) ma non poteva mancare sul mio altarino dedicato a Donato Carrisi. Che libro ragazzi. Che ritmo. Io l'ho pazzamente adorato!


Quest'anno i regali di Natale li ho fatti quasi tutti con largo anticipo e quando su Amazon ho ordinato i libri per i bimbi delle mie amiche ho pensato... ma una cosina per me no? Due cosine magari? Eccole.

 

Sono stata molto contenuta (le feste mi hanno tolto soldi e sangue) però era da tanto che volevo scoprire il mondo di Flavia Biondi e così mi sono portata a casa L'Orgoglio di Leone un romanzo grafico pieno di carattere con un tratto deciso e graffiante che non ha deluso le mie aspettative.
Invece - e questo non so quando lo leggerò - La Casa del Diavolo era in super super sconto (nemmeno 4 euro) e ricordo che ai tempi della sua uscita in diversi mi avevano parlato bene di Romano De Marco. Quindi perché non prenderlo?

 

Lettori è tutto. Che dite?
Ho il tutte le ragioni del mondo per essere strafelice?!? 

12 gennaio 2018

Recensione, IL RICHIAMO DEL CUCULO di Robert Galbraith

Buonasera lettori, eccomi qui a parlarvi della mia prima lettura del 2018! Prevedevo un inizio col botto e invece ho arrancato per 550 pagine... ahhhhh, destino infame!

Il Richiamo del Cuculo di Robert Galbraith

| Salani, 2014 | pag. 547 | € 12,00 |
- serie Cormoran Strike #1 -

Il primo caso per Cormoran Strike in questo romanzo di esordio di Robert Galbraith, pseudonimo di J.K. Rowling, autrice della serie di Harry Potter e de "Il seggio vacante". Londra. È notte fonda quando Lula Landry, leggendaria e capricciosa top model, precipita dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair sul marciapiede innevato. La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello della modella non può crederci. Decide di affidarsi a un investigatore privato e un caso del destino lo conduce all'ufficio di Cormoran Strike. Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Strike riesce a malapena a guadagnarsi da vivere come detective. Per lui, scaricato dalla fidanzata e senza più un tetto, questo nuovo caso significa sopravvivenza, qualche debito in meno, la mente occupata. Ci si butta a capofitto, ma indizio dopo indizio, la verità si svela a caro prezzo in tutta la sua terribile portata e lo trascina sempre più a fondo nel mondo scintillante e spietato della vittima, sempre più vicino al pericolo che l'ha schiacciata. Un page turner tra le cui pagine è facile perdersi, tenuti per mano da personaggi che si stagliano con nettezza. Ed è ancora più facile abbandonarsi al fascino ammaliante di Londra, che dal chiasso di Soho, al lusso di Mayfair, ai gremiti pub dell'East End, si rivela protagonista assoluta, ipnotica e ricca di seduzioni.
Voto:

Ahi, ahi, ahi. A saperlo che era un giallo investigativo, chissà, forse non l'avrei letto, oppure sì, perché la curiosità di scoprire la Rowling in questa nuova veste sarebbe stata comunque troppa. Quindi eccomi qui, con le dita sulle tastiera e senza un'idea precisa di cosa scrivere, perché in fondo questo romanzo non è che non mi sia piaciuto, Cormoran Strike è un gran bel protagonista, ma quasi 550 pagine portano veramente alla noia più devastante.
Vi dico solo che sono arrivata alla fine perché l'ho letto in compagnia ed ero spronata (Giada, ti voglio bene!), altrimenti non so come sarebbero andate le cose, secondo me non bene. Però adesso sono contenta, dico davvero, sono contenta perché ho avuto la conferma che i miei sospetti erano tutti esatti (anche se mentre leggevo pensavo "ti prego, ti prego, ti prego, fa che non sia...") e perché adesso posso vedere la serie tv 8)
Però cavolo... la Rowling di Harry Potter era molto più furba e misteriosa. Addirittura nerissima. Invece Il Richiamo del Cuculo è un giallo a tutti gli effetti, un romanzo strutturato su una serie di interrogatori nemmeno troppo informali e sulla ricostruzione finale degli eventi.
Il romanzo parte bene, con uno schianto al suolo di grande effetto. A buttarsi dal balcone è Lula Landry una famosa modella frivola e vulnerabile dal passato burrascoso. Suicidio, dicono i tabloid. Omicidio, afferma a gran voce il fratello di lei, che affida il caso al neo-detective Cormoran Strike un uomo con tanti chili quanto cervello. E non lo si direbbe da subito, perché ha quel tipico aplomb inglese (in netto contrasto con l'aspetto minaccioso) del genere "niente mi scalfisce, tutto mi scivola addosso." Poi l'autrice porta a galla le sue origini (figlio di una rock star e di una groupie), i suoi anni in Afghanistan all'interno della polizia militare e ci fa conoscere un uomo dal forte bisogno di certezze e verità. Un uomo solido, tutto d'un pezzo (a parte che gli manca una gamba, ma quella è in lega... solidissima quindi!) con l'intuito di un moderno Sherlock Holmes.
Vorrei poter dire che con Robin Ellacott, la sua giovane e intraprendente stagista, forma un duo fantastico, ma più che una spalla Robin è un arto fantasma (una gamba magari?); le indagini che compie in totale autonomia ci vengono svelate a posteriori e la sua vita privata si snocciola in sordina attraverso racconti e pensieri. Il fatto è che il romanzo nonostante usi la terza persona non sposta mai l'inquadratura dal protagonista e tutto quello che accade al di fuori della sua scena ci viene spiegato. Allora... 1) a me gli spiegoni - di qualsiasi tipo - stanno proprio sulle scatole 2) sono una fan dell'indagine pericolosa. Capito? PE-RI-CO-LO-SA! Qui invece detective e indiziato si siedono sempre al tavolino di un bar, bevono e conversano. Se non sono in un bar sono a casa di Tizio, di Caio o di Sempronio, sempre comodamente seduti. Ma si può? Cormoran, sei stato in Afghanistan, sei uno tosto, tira fuori un kalašnikov e grida "confessa bastardo, o ti faccio saltare le cervella!".
Insomma, a conti fatti posso solo dire che Il Richiamo del Cuculo è un libro troppo inglese per me, troppo educato nonostante le parolacce e i personaggi decisamente fuori dagli schemi. Ed è un peccato perché mi è piaciuta questa Londra fatta di burattini e falsi scintilli e la storia della ragazza - Lula - cresciuta nel nido sbagliato (bellissimo il riferimento al cuculo, un uccello parassita che arriva anche a non sfamare i suoi piccoli) aveva un potenziale altissimo. Però tutto si risolve alla vecchia maniera, senza un solo colpo di scena e con il solito banalissimo movente.
Mi dicono in tanti che i seguiti sono migliori, ma al momento metto in pausa Cormoran e mi butto su un thriller che spero sappia regalarmi tensione e adrenalina. A malincuore mi tocca dirlo. La Rowling questa volta è senza infamia e senza lode.

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9 gennaio 2018

Recensione, NON STANCARTI DI ANDARE di Teresa Radice e Stefano Turconi

Lettori buonasera, finalmente trovo il coraggio di parlarvi di un romanzo grafico che ho bramato quanto l'ossigeno, un romanzo che consiglio e che mi ha davvero stretto il cuore, ma mi è successa una cosa strana: dopo averlo finito e aver pianto, poco alla volta sono venuti a galla i difetti, l'ho ripreso in mano, l'ho riletto e insomma... un po' mi sono arrabbiata. Non perché non sia bello, ma perché non è meravigliosamente perfetto come Il Porto Proibito (qui la recensione). E razionalmente non è esente da difetti.

Non Stancarti di Andare di Teresa Radice e Stefano Turconi

| Bao Publishing, 2017 | pag. 311 | € 27,00 |

Iris inizia a mettersi comoda nella casa di Verezzi mentre Ismail torna a Damasco per sistemare le ultime faccende. Separati da un destino violento e imprevisto, Iris si scopre incinta mentre Ismail lotta per tornare in Italia. Costellato di personaggi memorabili, Non stancarti di andare è un romanzo grafico lungo, denso, impegnato e impegnativo, sul senso dell'esistenza e della distanza. Una storia per distruggere le barriere, per imparare ad amare senza riserve, scritta con immenso coinvolgimento emotivo da Teresa Radice e disegnata, a colori, da uno Stefano Turconi che inventa nuovi trucchi per rendere su carta le emozioni della sceneggiatrice. Un libro che coltiva l'anima e la fa sbocciare, non importa quanto freddo faccia, fuori.
Voto:

Lo dico sempre, Teresa Radice e Stefano Turconi sono il miracolo del romanzo grafico italiano. Loro due, compagni nell'arte e nella vita, portano in libreria emozioni, sogni, fantasie. Ti fanno viaggiare coi loro libri e ti accompagnano in posti bellissimi.
Non Stancarti di Andare l'ho comprato a Lucca  durante il Comics perché loro erano lì e io volevo che me lo autografassero. Insomma ho rinunciato allo sconto del 15% degli store online (su 27 euro non sono mica spiccioli!), ma ci sta, per amore questo e altro.
L'ho letto appena sono tornata a casa, ma ve ne parlo solo ora per un motivo che fatico a dire. Con il tempo, tutto il turbinio di emozioni che il romanzo mi ha scatenato si è modificato, trasformandosi, in parte, in delusione.
Ma procediamo con ordine che sto già facendo un casino assurdo. E se non mi capisco io figuriamoci voi.
"Attendere. Infinito del verbo amare."
Teresa e Stefano hanno scritto e disegnato Non Stancarti di Andare forti di un viaggio fatto in Medio Oriente.
Un progetto ambizioso il loro, molto personale anche, che vuole trasmettere la speranza che possa esistere un amore universale capace di abbattere qualsiasi sorta di barriera, da quella culturale a quella religiosa. Si parla di rispetto, apertura mentale, sogni e progetti comuni. Si parla di un futuro migliore, come se questo fosse possibile, ma in fondo... a chi non piacerebbe? Tralasciando il fatto che a tratti ho trovato un po' troppo buonismo sparso qua e là, la storia è molto toccante.
Iris e Ismael si innamorano mentre lei è in vacanza con un'amica e ora che sono finalmente pronti per cominciare una vita insieme in Italia, lui deve tornare in Siria per sistemare alcune cose. Durante la sua assenza Iris scopre di essere incinta. Ismael però non torna. E non risponde nemmeno al cellulare. Alla radio riportano solo notizie di bombardamenti, rapimenti, paesi saccheggiati e uomini torturati. Inizia così una narrazione parallela, quella di Iris che tenta di andare avanti aggrappandosi al suo amore minuscolo che le cresce nel ventre e quella di Ismael e del suo terribile pellegrinaggio verso la salvezza.
Tantissimi i personaggi di contorno, tutti tratteggiati egregiamente, tutti capaci di uscire dalle pagine per grande merito delle matite di Stefano. Sicuramente la madre di Iris è la mia preferita. Il suo istinto materno pari a quello di un boa constrictor, il suo essere poco convenzionale e anche poco normale (soprattutto!) ha portato un insolito equilibrio in un romanzo fatto quasi esclusivamente di persone "buone". Adesso penserete che sono una lettrice acida, ed è vero. Se nella vita sono fin troppo disponibile e dotata di un insano ottimismo, quando leggo sono l'esatto opposto. Vorrei che la realtà fosse quella di Non Stancarti di Andare, ma vorrei che un libro fosse come la realtà. Difficile capirmi, me ne rendo conto.
Il punto è che non avrei cambiato un virgola dell'essenza della storia, ma a volte è troppo. La trama ha una forza insita in sé così dirompente che non necessitava di tutte quelle parole. Meno ridondanza, meno poesia, meno parti narrate. E tutto sarebbe stato assolutamente perfetto.


Giuro, piuttosto che scrivere quello che ho appena scritto avrei preferito una tranvata in fronte, perché quella ridondanza e quella poesia nel Porto Proibito le avevo amate infinitamente. Adesso invece mi ritrovo a pensare che questa opera poteva essere anche più importante e potente della precedente, ma non supera alcuni scogli, anzi vi si aggrappa con ostinazione. A volte è bello leggere tra le righe. E quando le immagini sono dotate di una grandissima carica espressiva le parole diventano superflue.
Che Teresa sia brava è indiscusso e l'intreccio del fumetto è molto cinematografico: passato e presente che prendono poco alla volta forma, i tasselli di tante vite che diventano un unico immenso quadro e la diversità, che non deve portare spaccature ma unioni, perché i puzzle per combaciare non possono essere uguali. 
Un messaggio bellissimo, e non lo nego, questo è un libro importante, che fa bene e che fa piangere, ma le sequele infinite di metafore, similitudini e paroloni hanno appesantito il mio carico emozionale. Sto in subbuglio. A distanza di due mesi sono più imbrogliata di una matassa, e non so come venirne fuori...
Vorrei linkarvi tutte le bellissime recensioni che ho letto in rete. Avrei voluto scriverne una così, piena di lusinghe e batticuori. Una di quelle recensioni che una volta letta ti fa correre in libreria. Invece la mia vi terrà con il culo incollato sulla sedia, ne sono consapevole, e non sapete quanto mi dispiaccia. Però giuro, nonostante le critiche e i vari "troppo" Non Stancarti di Andare merita. Mano sul cuore <3

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Resoconto del 2017 e Buoni Propositi per il 2018


Prima di guardare avanti, diamo un occhio al passato e vediamo se ho tenuto fede ai buoni propositi del 2017 (qui il post) che in breve riguardavano la lettura intensa di:

1. Antologie di racconti. Iniziamo bene. Qui ho miseramente fallito. Ho letto solo Le Cose Che Abbiamo Perso nel Fuoco di Mariana Enriquez che ho apprezzato tantissimo nella forma, non sempre nei contenuti. Come capita spesso alcuni racconti li ho trovati bellissimi, altri non mi hanno lasciato nulla. Autrice da tenere d'occhio comunque, ha una stile fatto di fiamme.
Come racconto singolo, o romanzi breve Un Buon Presagio di Gillian Flynn mi ha lasciata con un pugno di mosche in mano. Scritto come sempre in modo eccellente, ma l'amaro in bocca si sente e non è piacevole.

2. Saghe familiari. Altro fallimento. Ho iniziato la saga dell'Amica Geniale, ma mica ha fatto breccia nel mio arido cuore. Cioè... bella storia, scritta bene, ma mi aspettavo mooolto di più. Quindi dopo quest'avventura ho abbandonato famiglie & c.

3. Editoria indipendente. Qui sono stata bravissima. Ormai l'editoria indipendente è parte del mio cuore.

4. Libri "vecchi". Devo dire che un 50% delle mie letture hanno riguardato romanzi freschi di stampa, l'altro 50% l'ho dedicato a titoli che avevo in casa da tempo o comunque non a nuove uscite. Essendo un blog letterario direi bene. Mi sembra giusto seguire le novità, ma anche il mio istinto. Dai, stavolta mi promuovo.

5. Fumetti e romanzi grafici. Ne ho letti, come sempre, ma non ho affrontato la sfida del secolo. Volevo leggere Invincible, ma come sempre le serie - lunghe, eterne, infinite - mi spaventano.

Conclusione, faccio leggermente schifo. Ma lo sapevo. Io e i buoni propositi facciamo a cazzotti. Non so organizzare la cena a distanza di due ore, figuriamoci le letture di un anno. Ma ci provo, e continuo a farlo. Chissà che prima o poi non ne esca vittoriosa!


Buoni propositi? Be' andiamoci coi piedi di piombo... In questo 2018 continuerò di sicuro il mio viaggio all'interno dell'editoria indipendente; sono entrata nello staff del Book Blogger Blabbering un indie cafè nato proprio per puntare il riflettore su questo tipo di realtà e sono sicura che un'esperienza del genere non farà che cementare il mio bisogno di conoscere e far conoscere testi che rischiano di restare dell'ombra.
Accantono invece l'idea di leggere antologie di racconti e saghe familiari e vorrei ributtarmi a capofitto nel genere thriller/horror. Nel 2017 mi sono dedicata tantissimo al mondo dei giovani, un mondo che ho scoperto essere pieno di sfaccettature e che ha ancora molto da darmi, ergo: squadra che vince non si cambia.
Direi che il mio 2018 sarà semplicemente rafforzativo, voglio però riportare in auge rubriche a cui tengo molto in primis Libro VS Film, Trame Riciclate, ma soprattutto Variant Book  xD

E i vostri buoni propositi quali sono?

5 gennaio 2018

Le Migliori Letture del 2017



Buongiorno a tutti! Come sempre il primo post di Gennaio è giusto che sia dedicato al recap più atteso dell'anno, anche se chi mi segue sa già più o meno quali sono stati gli up e i down degli ultimi dodici mesi.
Il mio 2017 è stato caratterizzato da tanta editoria indipendente e da tanti romanzi per ragazzi. Poche le delusioni, e contrariamente al 2016 non ho abbandonato quasi nessun libro. 
Sono un po' in ritardo con la pubblicazione, ma gente, sono arrivata al 31 tutta bella pimpante, ma il capodanno mi ha messo letteralmente k.o. Praticamente il primo gennaio ero in uno stato di coma vigile. Molto coma, poco vigile. E il 2 ho ripreso a lavorare. Insomma, per riprendermi mi ci è voluta quasi una settimana.
Ma adesso bando alle ciance e veniamo a noi :)

LE MIGLIORI LETTURE DEL 2017


MIA CUGINA RACHELE
di Daphne Du Maurier

 
La grande abilità dell'autrice sta nell'aver creato due personaggi anagraficamente lontani (almeno per l'epoca) ma governati da impulsi differenti eppure simili. Entrambi vogliono qualcosa, ma i mezzi per raggiungerlo sono diametralmente all'opposto. Rachele ha esperienza, intelligenza ed è una donna paziente. Philip invece è fatto di istinto e sentimento, vive l'amore con un totale senso di abbandono godendo dello stato di ebbrezza in cui sembra essere precipitato.
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Mia Cugina Rachele è stato il classico migliore del mio 2017. Non che ne abbia letti tantissimi, ma supera, L'Uomo Che Visse nel Futuro di H. G. Wells (recensione), un titolo che amo particolarmente perché si parla di viaggi nel tempo e Noi di Evgenij Zamjatin (recensione), forse il primo distopico mai scritto.
Questa storia non poteva non diventare mia per due motivi. E' fatta di passioni forti, morbose, al limite della follia, ed è misteriosa e oscura come l'animo umano.
Adesso vorrei vedere il film, ma ho paura.... Che cosa strana. Appena ho saputo che ne avrebbero fatto una trasposizione ho esultato, saltato sul divano, sparso stelle filanti per casa... invece adesso rimando la visione di continuo perché temo che possa in qualche modo rovinarmi il ricordo di una lettura bellissima. Ma mi farò forza, Rachel Weisz sembra una Rachele a dir poco perfetta.



LE NOSTRE ANIME DI NOTTE
di Kent Haruf

 
Kent Haruf, con il suo stile estremamente familiare, coi suoi dialoghi che scorrono come fiumi, senza bisogno di venire nemmeno virgolettati e una raffinatezza narrativa più unica che rara, dopo la trilogia della Pianura ci riporta nuovamente nell'immaginaria cittadina di Holt e ci fa riscoprire la magia delle stelle e l'immortale forza dell'amore.
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La semplicità di una storia e la grandezza della vita. Niente astronavi, niente supereroi, niente avventure mozzafiato. Qui ci troviamo faccia a faccia con la monotona quotidianità che prima o poi investe ognuno di noi. Qui si parla di solitudine e del bisogno di sconfiggerla. Mi ha emozionato il romanzo di Haruf. E mi ha fatto anche molto, molto arrabbiare. Ogni tanto ci penso a Addie e Louise... vedo le loro mani rugose sfiorarsi, i loro occhi stanchi che non hanno perso la voglia di sognare, le birre sul tavolo della cucina testimoni delle loro confidenze serali. Perché la vecchiaia non deve precludere nulla. Perché l'amore non ha tempo.
Anche in questo caso ho paura a vedere il film. Non so... Jane Fonda e Robert Redford mi sembrano fin troppo perfetti per interpretare due anime spezzate dal tempo e dal dolore che, nonostante tutto sono ancora in piedi. E cercano di starci sorreggendosi a vicenda. Delicatissimo, quasi una carezza.



ANCHE GLI ALBERI BRUCIANO
di Lorenza Ghinelli

  
Una storia breve, ma intensissima, un vero colpo di fucile come lo ha definito la stessa autrice, parole che sono proiettili, capitoli che bruciano tra le mani del lettore. La narrazione, tagliente e viva, quasi telegrafica a dimostrazione di quanto sia urgente, mi ha fatto innamorare di Lorenza Ghinelli. I suoi romanzi hanno una voce, sanno gridare, chiedono aiuto, si ribellano e vanno assolutamente ascoltati. Al momento ho il vago sospetto che li amerò tutti.
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Quest'anno ho letto tre romanzi di Lorenza Ghinelli, e anche se probabilmente La Colpa (recensione) è un titolo più nelle mie corde, perché lo sapete, amo le storie nere, Anche Gli Alberi Bruciano ha un posto speciale nel mio cuore. Forse perché si parla di nonni. Forse perché i miei non li ho più. Forse perché non ci sono perché. Quando una storia ti porta via, tu non devi opporre resistenza, e non devi nemmeno farti domande. Assolutamente consigliato e assolutamente bello.



CATTIVE RAGAZZE
di Assia Petricelli e Sergio Riccardi

 
Sono queste le storie che fanno bene, storie che escono dai soliti stereotipi dettati da mode e momenti, dalle richieste del pubblico e dal marketing. Cosa c'è di più bello che imparare, conoscere e scoprire attraverso un libro? E se quello che si scopre ha la forza di quindici donne carismatiche, indomite e rivoluzionarie, be', io non so davvero cosa possa esserci di meglio.
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Di-vo-ra-to. E non mi è bastato. Ne volevo ancora, ancora e ancora. Quindici storie che attraverso il grande dono della sintesi portano alla luce la vita di donne incredibili che hanno lasciato un segno nel tempo. Ci vorrebbe un tomo enorme con 365 storie. Una a sera. 



IN VIAGGIO NEL TEMPO CON IL CRICETO
di Ross Welford

 
Ross Welford ha scritto una storia senza tempo che nel tempo però ci viaggia; quella del bambino che cerca di riportare in vita il suo papà grazie alla straordinaria invenzione costruita dal genitore... oh, sia chiaro, da vedere non è niente di che, solo un computer collegato a una vecchia vasca di zinco, quindi se vi aspettavate l'imitazione della mitica DeLorean (vedi Ritorno al Futuro), emh... no. E non c'è nemmeno una specie di moderno Doc a guidare il giovane Al ( nome completo: Albert Einstein Hawking, ma direi che Al andrà più che bene ), solo le lettere di Pitagora Chaudhury, suo padre (problemi coi nomi in famiglia? ), e un criceto che in parte gli farà da cavia. Però - giuro - il fascino è lo stesso del grande film di Zemeckis, solo a misura di bambino, con tutti i pericoli annessi e connessi che comporta cambiare il corso degli eventi.
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Potevo non mettere il criceto del mio cuor nella top ten? Giammai! Questo romanzo - sicuramente per un target giovanissimo - l'ho adorato. Pur comprendendone alcuni limiti mi ha conquistato in tutti i modi possibili. Per la storia - viaggi nel tempo! - per il protagonista - Albert Einstein Hawking Chaudhury ma quanto sei stato coraggioso? - per i sorrisi  e per le lacrime. Insomma, tra queste pagine sono tornata bambina. E non c'è viaggio nel tempo più bello.



L'ARTE DI ESSERE NORMALE
di Lisa Williamson

 
Bello in modo pulito, sano, genuino. L'Arte di Essere Normale è il tipo di libro che ti fa proprio un gran bene ed è soprattutto quel tipo di libro che più che ai ragazzi ha tanto da insegnare agli adulti.
Racconta, con una normalità disarmante, la storia di David Piper, un adolescente intrappolato in un corpo che gli racconta solo bugie e vittima di uno specchio che lo tradisce ogni volta che ci si riflette.
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Il bello dei recap è che a fine anno ti ritrovi a fare i conti con la durata delle emozioni. Sono loro la grande discriminante, il metro di giudizio che ti porta a capire quanto un libro l'hai amato davvero. Ho letto L'Arte di Essere Normale a Giugno e ancora adesso ricordo la delicatezza della narrazione unita all'incredibile forza dei personaggi. Tra David e Leo, è sempre quest'ultimo ad avere la metà più grande del mio cuore. Due ragazzi che diventano amici e che condividono un segreto che tale non può rimanere. Lisa Williamson ha sensibilità da vendere e tanta tanta classe, perché parlare di trasgender non è facile. Delicato e profondo.



LE ROSE DI SHELL
di Siobhan Dowd

 
È attraverso un lirismo poetico e avvolgente che la Dowd ci pone davanti alla tragica bellezza della vita e al fanatismo umano e religioso. Tutto quello che potrebbe, anzi dovrebbe coesistere - amore, fede, solidarietà, rispetto - qui è fatto di contraddizioni inconciliabili. Non ci sono sconti. Non ne fa la vita, ma non ne fa soprattutto la gente.
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Siobhan Dowd è un'autrice che mancherà all'editoria e ai lettori. Con Il Mistero del London Eye (recensione) mi aveva conquistata, ma con Le Rose di Shell mi ha straziata. Faccio fatica a incanalare questo romanzo nella letteratura per ragazzi. Questo è un gran bel libro e basta.



TI DARO' IL SOLE
di Jandy Nelson

  
Capisco perché abbia vinto l'edizione 2017 di Mare di Libri. Di romanzi in grado di sconvolgerti ce ne sono pochi, di storie che continuano a seguirti una volta che le hai terminate ancora meno. Io li ho ancora qui con me Noah e Jude. Li vedo. Lui, sul tetto di casa a perdersi nell'infinito di un cielo carico di promesse. Lei, sulla panca di una chiesa, mentre incrocia l'obiettivo di Oscar. So che troveranno la loro strada. So che non sarà facile. Ma io sarò con loro... ♥
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Ve l'ho detto io che questo è stato l'anno dei libri per ragazzi. E non me ne vergogno per niente, nonostante la veneranda età. Sarà sindrome da Peter Pan libresca? Non lo so, e nemmeno mi interessa, perché quando leggi cose belle, il target si frantuma davanti alla forza narrativa.
Questo libro per me è stato un po' un diesel, ma poi mi ha straziato e devastato in tutti i modi possibili. Leggerlo in corriera era quasi diventato problematico, perché sorridevo come un'ebete e dopo tre secondi piangevo come una disperata.
Tra queste pagine c'è il dolore e la gioia. Il sole e la tempesta. La paura e il coraggio. Bellissima la storia di Noah e Jude, ma bellissima perché l'autrice ha una penna capace di fare vere magie.



LA FIGLIA MASCHIO
di Patrizia Rinaldi

 
Pochi i dialoghi, tante le immagini immortalate dalle parole dure e incisive di Patrizia Rinaldi. Ed è grazie al suo linguaggio forte, visivo e a una psicologia che sviscera i personaggi in ogni angolo e in ogni crepa, che ho amato questo libro dalla prima riga.
Ci sono storie che ti scavano dentro poco alla volta, altre che ti bucano immediatamente e La Figlia Maschio fa parte di questa seconda categoria. Bello in modo crudele.
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Patrizia Rinaldi è stata una delle scoperte migliori di quest'anno. Il suo stile è un magnete. La sua penna un'arma illegale. 
La Figlia Maschio racconta la vita di Na, giovane donna orientale venduta, cacciata, barattata, abusata. Negli anni in cui in Cina vigeva la legge del figlio unico nascere donna poteva essere una vera e propria maledizione. Ma non tutti sono destinati a essere delle vittime...
Una storia attuale che mi ha portato ad approfondire l'argomento, un libro che non è solo romanzo, ma qualcosa di più.



L'UOMO DEL LABIRINTO
di Donato Carrisi

 
Donato Carrisi si conferma un grandissimo autore il cui genio trova la sua forma perfetta in uno stile che non ha sbavature, in personaggi da cui non vorresti separarti mai, in storie che ti regalano incubi e brividi.
Ci penso, ci ripenso e mi chiedo. Ma come fa? Perché io di thriller ne ho letti tanti, ma come i suoi no. Mai. Tra queste pagine non c'è solo un'indagine ben orchestrata e un ritmo che non cede mai il passo alla noia, ma emozioni.
>> recensione completa
Il mio top 2017. Alla fine il cuore me lo ruba un romance o un thriller, non c'è storia. Quando mi chiedono chi sia il mio autore preferito rispondo sempre che non ne ho uno, che io mi innamoro dei romanzi, non di chi li scrive, però insomma... la tentazione di urlare a gran voce "Donatoooo" è tanta. Lui è geniale. E in effetti un po' lo amo. A proposito, voglio un suo audiolibro. Voglio che mi racconti le storie della buonanotte e voglio addormentarmi tra i suoi incubi.



E adesso tocca a voi.
Quali sono stati i vostri top?

28 dicembre 2017

Goodreads Choice Awards 2017

Lettori buon pomeriggio!!! Come avete passato il Natale? Devo dire che questo è stato uno dei più belli per me e non solo per i regali (quelli devono esserci per forza!) ma un po' per tutto. Me lo sono goduto. Mi sono goduta la casa, la famiglia, la tavola. Sono stata bene insomma.
Ma veniamo a noi e parliamo di libri. Anzi parliamo di best books.

Una volta riportavo sempre qui sul blog la classifica di Goodreads coi titoli più votati nell'anno in base alla categoria, poi ho smesso, pensando che tanto era sotto gli occhi di tutti... ma sbagliavo. Mai dare le cose per scontate. Spesso i titoli e le diverse copertine ingannano e non sempre riusciamo a carpire immediatamente alcune informazioni. Torno quindi a parlare dei romanzi più amati dalla community americana e vi riporto il podio coi corrispettivi titoli pubblicati in Italia.
Se avete ricevuto dei buoni regalo per Natale, è il momento di spenderli in libri ;)

Vi consiglio di dare un'occhiata anche al Best Book del 2016 in quanto diversi titoli da noi sono usciti nel 2017. Tipo La Ferrovia Sotterranea, romanzo che spero tanto esca in edizione economica, o Piccoli Grandi Bugie da cui è stata tratta una miniserie con Nicole Kidman, Reese Witherspoon e ShaileneWoodley.

 
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Insomma, ogni pretesto è buono per scoprire romanzi che vale la pena leggere, anche se secondo me i titoli più votati non sono necessariamente i più belli, ma semplicemente i più letti.
Bene, iniziamo. Cliccando sulla categoria verrete rimandati all'omonima sezione di Goodreads e potrete vedere tutti i venti romanzi più votati.
E adesso, iniziamo!



Pubblicati in Italia


Quello Che Non ti Ho Mai Detto mi ispira parecchio. A metà strada tra un mistery e un dramma familiare, racconta lo sgretolarsi delle vite di due genitori in seguito alla scomparsa della figlia. Tra indagini, inchieste, incontri e scontri non sarà tanto la scoperta della verità il centro del romanzo, quanto le conseguenze che una tragedia del genere può comportare.

Bear Town, il primo romanzo della serie Björnstad, di Fredrik Backman,  uscirà probabilmente con Mondadori  che di suo aveva già pubblicato L'uomo che Metteva in Ordine il Mondo .
Niente di pervenuto riguardo a Eleanor Oliphant is completely fine.



Pubblicati in Italia

 

Una delle mie sezioni preferite - quella dedicata ai thriller - è una mezza delusione. Questi due libri confermano l'ovvio; non vengono votati i libri più belli, ma quelli più letti.  
Il vincitore, Into the Waterha un rating di 3,5/5, Origin di 3,84 ed è al secondo posto. Sinceramente non mi ispirano entrambi. Della Hawkins mi è bastato La Ragazza del Treno e Dan Brown col tempo è diventato un po' troppo autocelebrativo.
Glass Houses, il tredicesimo libro dedicato all'ispettore capo Armand Gamache, vedrà la luce penso tra un po' di mesi (anni forse), in quanto in Italia siamo "solo" al decimo con the Long Way edito da Piemme (La Via di Casa).

Sono invece sconvolta nel vedere che la saga In Death di J.D Robb aka Nora Roberts, nonostante sia arrivata al romanzo n°43 (*____*) non perda ancora un colpo con 4,3/5 di rating e un sesto posto di tutto rispetto.
Mi ispira invece parecchio The Dry di Jane Harper uscito per Bompiani con il titolo Chi è Senza Peccato a marzo 2017. Lo trovate al quinto posto.



Pubblicati in Italia

 
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Before We Were Yours è Non Camminerai Più Sola e a parte il titolo meh e l'insignificante copertina italiana, sembra essere davvero un romanzo bellissimo. Nasce come denuncia, ma ha i classici connotati della fiction. Si ispira alla figura di  Georgia Tann, (cit.) direttrice realmente esistita della Tennessee Children's Home Society, un'agenzia d' adozione di Memphis. Per trent'anni, dietro la facciata insospettabile dell'istituto, fiorì un traffico illecito di orfani. Un'indagine dello Stato mise fine allo scandalo venuto a galla negli anni '50, ma la direttrice Tann morì di cancro prima che l'inchiesta rendesse pubbliche le terribili accuse che prende spunto da un fatto di cronaca.

Con Lincoln nel Bardo di George Saunders siamo a cavallo tra storia e finzione. Tutto inizia quando Abraham Lincoln apre la tomba del figlio Willie per abbracciarlo e da lì parte un exursus onirico e surreale che vede protagoniste le anime di passaggio, ancora in bilico tra la vita e la morte. Interessante, ma lo so già: non è il mio genere.

Terzo posto per Ken Follett e la Colonna di Fuoco, il romanzo che chiude la trilogia iniziata con I Pilastri della Terra nel lontano 1989. Sarò una voce fuori dal coro, ma preferisco l'autore in altre vesti.




Pubblicati in Italia


Vince (ma va?!) la sceneggiatura di Animali Fantastici e Dove Trovarli, ma quello che tocca la Rowling diventa subito oro, quindi mettete il suo nome su una marca di mutande e tutti gli esseri umani del pianeta indosseranno la stessa biancheria intima.

Neil Gaiman è sempre amatissimo, quindi lo vederemo in libreria sicuramente a breve, mentre per il terzo libro della serie Shades of Magic dovremmo aspettare visto che siamo solo al primo, Magic, edito da Newton Compton. V.E. Schwab sembra aver creato un mondo incredibile, fatto di universi paralleli e personaggi indimenticabili quindi non mi resta che rimboccarmi le maniche e leggerlo. Ma vi confesso una cosa. L'avevo iniziato ma non è scattata nessuna scintilla così l'ho messo da parte per non rovinarmelo. Speriamo sia un diesel.




Pubblicati in Italia


I libri di Miss Aspirapolvere sono diventati una garanzia e Without Merit si becca il primo posto. Sicuramente dovremmo aspettare poco, ma a me manca ancora 9 Novembre, quindi non sono con l'acqua alla gola.

Nora Roberts è sempre in testa alle classifiche americane, ma vi dirò... in Italia mi sembra un po' bistrattata. Da molti è ritenuta un'autrice di serie B, buona solo per scrivere romanzetti Harmony e spesso chi lo afferma nemmeno l'ha letto un suo libro. A mio avviso scrive davvero bene e i suoi personaggi maschili sanno mandare in brodo di giuggiole qualsiasi anima romantica.  Probabilmente Sundown uscirà per Harper Collins quindi teniamolo d'occhio, ok?

Il romanzo di Lisa Kleypas lo voglio. Lei è un'altra di quelle autrici che crea personaggi maschili da schiuma alla bocca, battiti cardiaci accelerati e attacchi di iperventilazione. Il Diavolo in Primavera  racconta la storia d'amore tra un impenitente libertino e una donna "in carriera" nella Londra di fine Ottocento, ed è già uscito per Mondadori.



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Artemis, la prima città sulla luna è il romanzo di Andy Weir che vince il sondaggio di goodreads. Allora... a me Weir come scrittore era piaciuto molto in L'Uomo di Marte anche se a conti fatti il libro, nell'insieme, mi aveva  piacevolmente intrattenuto senza però farmi alzare sulla sedia gridando al capolavoro! Ve ne avevo parlato per sommi capi in un recap (qui il link), ma c'è da dire che l'autore è molto intelligente e decisamente ammaliante. La sua fantascienza è così vicina a noi, così probabile e vera che risulta ancora più affascinante. Comunque questa storia mi ispira moltissimo; c'è una città costruita sulla luna - la prima! - si parla del drastico divario sociale che si è venuto a creare e poi come protagonista potevamo avere una ricca signorina benestante? Macché. Qui, a tirare i fili della storia, c'è una giovanissima criminale.  Da molti ritenuto un romanzo più adatto ai ragazzi che agli adulti, pazienza, non è un giudizio del genere che mi spaventa, anzi.

Waking Gods non mi pare sia stato tradotto e nemmeno Trawn, romanzo che attendo tantissimo e che fa parte della serie canonica di Guerre Stellari. La Multiplayer l'aveva annunciato per il 2017 quindi sarà questione di pochissimo!



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Stephen King ogni anno è il più votato nella categoria horror e ci sta, anche perché... quanti autori horror ci sono nel mondo?  Il suo Sleeping Beauty scritto con il figlio Owen, mi ispira moltissimo. Anche i giudizi di Final Girls sono ottimi, quindi tutto in wish list e non pensiamoci più!
P.S. Ma Final Girls horror? Why? Non è un thriller?




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The Hate U Give è uscito per la Giunti con il sottotitolo Il Coraggio della Verità. Mi ispira? Assolutamente sì. Romanzo young adult in cui si affronta la delicatissima tematica del razzismo ha voti altissimi un po' dappertutto e anche se non lo leggerò a breve una cosa è certa: prima o poi sarà mio!

Al contrario l'ultima uscita di John Green, Tartarughe all'Infinito, non è ancora nella mia lista dei desideri. Devo inquadrarlo. Sarà che con lui non è proprio amore cieco. Mi piace, ma con qualche riserva.

One of Us is Lying uscirà a marzo 2018 per Mondadori con il titolo Uno di Noi Sta Mentendo. Parla di cinque ragazzi che finiscono in punizione, ma solo quattro usciranno vivi dalla stanza. A quanto pare Simon è stato ucciso perché sapeva troppo, ma riguardo a chi? Tutti hanno dei segreti, bisogna vedere fin dove si è disposti ad arrivare per proteggerli.



Lettori, è tutto!
Avete letto qualcuno di questi romanzi?
Ce n'è uno che desiderate o aspettate in particolare?


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